Melodious, powerful and catchy that is probably the aptest attributes for the music of the four Italians. Diversified punk rock, that becomes hardcorig from time to time very much and procures purely musically many Kurzweils. Why only few Italian bands have made it into my music-collection until now, lies on the hand - it is my Italian language-knowledge existing not. Loudly blurbs treat the texts primarily political and social topics. These remain me hidden uneducated yielded unfortunately. This Tonträger is recommended the polyglot among the readers and all, who can take pleasure simply only in good punk rock. (Oliver Willms)
Più che un disco questo è l’opera
omnia dei Rancore. Dato che c’è moltissimo da dire su di loro
e sul loro lavoro, sbrighiamo prima le faccende di routine. Suonano punk-hardcore
(con alcune uscite di strada verso lo ska), sono di Roma e sono al primo full
length.
Chiaccherando virtualmente con uno di loro, ho appreso l’imponente mole
di lavoro, idee e tematiche che stanno dietro a “Rifiuto”, l’idea
è cercare di stenderne qui le linee principali.
Il gruppo si è formato dopo i fatti di Genova del 2001 e il collante
che li ha aggregati sin dall’inizio è stato il profondo fascino
esercitato su di loro dall’enigmatico personaggio chiamato Wu Ming (prima
conosciuto come Luther Blissett), nome multiplo dietro cui si nascondono cinque
autori italiani, rimasti sconosciuti (infatti, Wu Ming in cinese mandarino
significa “anonimo” e a lui/loro è dedicata la traccia
fantasma).
La traccia tripla Pelle, mette subito in luce uno dei
valori a cui i Rancore sono più legati, il rispetto verso gli animali.
Il pezzo è abbastanza canonicamente schierato contro l’industria
della pelliccia e ribadisce la posizione per tutta la durata del disco, un
ottimo espediente per non far passare inosservato il concetto.
Poi Omnia Sunt Communia, “tutto è di tutti” è il
motto dei primi Anabattisti che nel periodo Lutherano combattevano la chiesa
di Roma, tema trattato da uno dei più famosi libri di Luther Blissett:
“Q”.
Asocial Consumista riassume la condizione esistenziale delle persone esclusivamente
legate al lato materiale della vita, che si perde nei meandri della moda e
delle apparenze, perdendo il senso della vita e di ciò che veramente
vale la pena vivere.
434 76 è invece il racconto delle ultime ore di vita di Franco Serantini,
un anarchico ucciso nel 1972 a Pisa, durante una manifestazione. L’azione
della polizia fu così violenta ed efferata che l’evento suscitò
scalpore, nonché la stesura di un libro da parte di Corrado Stajano.
La serie di numeri 434 76 indica la posizione della fossa dove è seppellito
Serantini, infatti la faccenda fu sbrigata cosi in fretta e furia dalla polizia
che non ebbero neanche il tempo di preparare la lapide con il nome del morto.
Fondamentalmente rappresenta con Ser Zapatistas il lato leggermente più
spensierato, sebbene tutto il disco sia estremamente orecchiabile e di facile
ascolto (l’immediatezza come mezzo necessario per far giungere le proprie
idee in modo più diretto e rapido). L’uno ironizza sui valori
ritenuti “fondamentali”, l’altro è un canto popolare,
ripreso, riarrangiato e intregrato.
Attento G'aribardi, un monito ai potenti attraverso una barzelletta romana
che li mette in guardia sulla precarietà della loro posizione.
Poi Il Folle, vagamente introspettiva, racconta dello smarrimento e dell’ansia
che assale un personaggio emblematico che si sveglia da un sogno in una dimensione
estranea e si rende conto che la realtà non è molto diversa
dall’incubo.
Ritorna la critica all’andazzo del mondo attuale, attraverso una breve
illustrazione delle realtà-incubi vissute dai bambini di altri continenti
che spesso devono scegliere se vivere o essere liberi in Niños e poi
altra polemica, questa volta un po’ più personale, verso l’idea
del marchio, dell’appartenenza a un gruppo come segno di indecisione
del proprio pensiero, di paura nell’esprimere le proprie opinioni per
non dover ascoltare critiche e non dover esporsi in prima persona: Odio.
Bè insomma una miriade di temi, trattati con coscienza e una punta
di ironia.
Anche se sarebbe facile associarli al filone del punk un po’ ignorante che agita le folle di giovini al primo approccio con la musica “alternativa” (esempio per tutti: Punkreas), i Rancore non meritano questa categorizzazione, trattano si temi politici e sociali, in modo diretto, ma non scadono mai nella retorica e nel banale. È palese il massiccio lavoro di composizione che sta dietro al disco ma anche la volontà di trattare di ciò che rispecchia i loro pensieri e le loro paure, soprattutto mantenendo una ferrea coerenza nella vita quotidiana. Sebbene non ami dilungarmi troppo nelle recensioni, in questo era doveroso illustrare il caleidoscopico lavoro che hanno sfornato i Rancore. Sicuramente meritano una certa attenzione e ne sentiremo ancora parlare. Indicato a chi ama pugni nello stomaco a livello comunicativo.
Vise
Interessante gruppo della Raged Records, questa etichetta
romana specializzata nella produzione di musica alternativa sta scoprendo
dei bei gruppetti…. Rancore nascono nel 2002 vogliono fare un progetto
nuovo volto ad esplorare le sonorità punk e hardcore.
“Rifiuto” registrato presso l’Outer Sound Studio e postprodotto
dalla Raged Records s.r.l., ha 15 (+ 1 fantasma) tracce di hardcore melodico,
brani sono tutti cantanti in italiano, veloci, ben ritmati. Rancore hanno
un grande potenziale e tramite le loro canzoni riescono a dare una grande
carica. I loro testi trattano di tematiche sociali e politiche li interpretano
con una grande grinta, questo mi piace moltissimo. “Ser Zapatistas”
mi piace soprattutto musicalmente…
Complimenti a questi ragazzi, che stanno crescendo molto bene, e per essere il primo disco siete davvero grandi!!
Prima di ricevere questo CD, personalmente non avevo mai sentito parlare di questa band. Dopo essermi informato, invece, ho scoperto che i quattro ragazzi romani erano attivi già da tre anni. Dopo una serie di numerosi concerti svolti all’interno dei più famosi locali e centri sociali romani, nel 2004 i Rancore vanno in studio per realizzare quello che diverrà il loro debut album. Quindici tracce ben suonate caratterizzate da testi che affrontano tematiche sociali e politiche. La promozione e la distribuzione dell’album sono state affidate alla Raged Records il cui incontro avviene nel Novembre 2004. Grazie a questa collaborazione che i Rancore partecipano anche allo split “6” insieme a Green Mary, Antistamina, Latte +, Burn Out e Prisoners. Inoltre presto appariranno sulla compilazione “Strummer – Clash Tribute”, dove eseguiranno il brano “Janie Jones”. Che dire di quest’album dunque? Un buon prodotto direi che potremmo definire hardcore melodico veloce, influenzato da Bad Religion, Pennywise ma soprattutto dal primo album dei Punkreas. Apre l’album “Pelle 1” a cui seguiranno le sorelle “Pelle 2” e “Pelle3”. In realtà si tratta di una sola canzone scomposta in tre parti. Degna di nota “Ser Zapatista” dal sound skaeggiante. L’album si chiude con una ghost track strumentale dove una voce recita dei versi di Wu Ming. In definitiva “Rifiuto” dei Rancore è un buon prodotto. Una band il cui nome verrà sicuramente scritto dai liceali più sovversivi sui loro zaini e sui loro diari vicino a quello di Porno Riviste, Punkreas e Derozer.
Autore: Marco Balestrino
ROCKAMBULA (recensione dello split *6)
il punk/hc militante e rabbioso dei Rancore i cui 3 pezzi sono stati presi dal loro disco "Rifiuto". Di questo gruppo abbiamo già trattato su Rockambula con la recensione del loro disco...riascoltandoli nuovamente non posso che confermare volentieri quanto di positivo detto nella precedente occasione;
SOWDUST (recensione dello split *6)
Seguono tre canzoni dei Rancore. Come i lettori di Sowdust forse già sanno, si tratta di una delle band emergenti italiane che più mi appassionano. Credo davvero che andranno da qualche parte: suonano in modo preciso e intelligente, portando avanti un bel messaggio con parole accurate. Ci si fa trascinare dal suono e rimangono in mente i testi: lo stile è punk-hardcore, da qualche parte in mezzo tra Good Riddance e Bad Religion, con l’aggiunta di ottimi elementi ska e di linee di basso affascinanti e ben eseguite. Da applauso a scena aperta come sempre, anche se i brani scelti a mio avviso non sono tra i migliori che i Rancore hanno composto (con l’eccezione di “Ser Zapatista”, veramente eccellente). Insomma, ascoltate il sampler ma compratevi anche il disco, “Rifiuto”.
BLACKOUT69 (recensione dello split *6)
...Seguono i Rancore, formazione punk hardcore
romana, decisamente il gruppo migliore della compilation. Suonano veloci ed
aggressivi, precisi e coinvolgenti (mi ricordano i Punkreas degli inizi).
Il sottoscritto non è esattamente un amante del genere, ma riconosco
che i quattro ci sanno davvero fare, e “Fondamentalmente”è
davvero un gran bel pezzo (non so perché, ma mi ricorda “So What”
degli Anti Nowhere League, e la cosa non può che essere positiva).
La trattazione di temi socio-politici, spinosa e a rischio di banalità,
è ben condotta, e i Rancore non scadono nella retorica neppure quando
parlano di Zapata (“Ser Zapatista”).
Un esordio a base di rabbia ed impegno politico per questo combo hardcore punk con risvolti oi. Molto vicini alle linee di SENZA SICURA e CCCP.
Italy's music-scene is still from Mainstream-Quatsch like Eros Ramazzotti and Gianna Nannini also more than go-getting far away and almost promotes new scene-compatible Acts every month to day. Despite the enormous quantity, rarely right zero-numbers are under it. . . Also the 2002 in Rome established Rancore drives an official, melodic Punk-Hardcore-Brett and already can with /their debut „Rifiuto “a hit enters. Armed with much power, beautiful ideas and several interesting Leadmelodies, the quartet makes music itself energetic and compact through 15 compositions, that from quick Uptempo-Parts until to cool Groove-insoles everything, which amounts good genre-songs, possesses. Class start boys, further so! Doc, Raged Records,
Die Band existiert erst seit 2002. Die jungen Römer spielen eine sehr schnellen, furiosen, melodischen Hardcoresound, der einem direkt in die Beine geht. Mitreißende Gitarrenriffs treffen auf mehrstimmige Chöre. Die raue Stimme des Sängers greift, laut Waschzettel, soziale und politische Themen auf. Vorgetragen wird das ganze in Italienischer Sprache. Die Songs bleiben direkt hängen, so dass ich diese Platte als echtes Highlight titulieren kann. Für Freunde früher Bad Religion, Pennywise und Co ebenso empfehlenswert für 7 Seconds und Gang Green Fans. Das hier ist kein stumpfer Melodycore der langweiligen Art, sondern wirklich mitreißender Hardcore mit viel Melodie. Geiles Teil werd ich auf jeden öfter hören. 8/10 - boehle77
per quegli "stolti" che non conoscono il tedesco, ahahah
The band only exists since 2002. The young Romans play one of very fast, rousing, melodic Hardcoresound, that goes one into the legs directly. Stirring guitar-reef meets choirs on mehrstimmige. The raue voice of the singer grasps, according to blurb, social and political topics on. The whole is recited in Italian language. The songs stick directly so that I can call this plate as real Highlight. For friends earlier bath religion, Pennywise and Co just as commendable for 7 Seconds and gangs Green fans. That here is no blunt Melodycore of the boring type but truly stirring Hardcore with much melody. Horny part will hear I on everyone more frequently.
vote 8/10 - boehle77
di Davide Tamburlini
In questa recensione vi presento due prodotti che vengono direttamente dalla capitale e dalla giovane ma quanto mai attiva Raged Records. Due band musicalmente diverse ma caratterizzate da un forte impegno sociale e politico con testi che appunto definirei “Punk”. La prima band sono i Rancore. Il loro è un hc melodico sparato a mille con una batteria sempre spinta al massimo ma con una forte propensione alla melodia da parte di tutta la band. Le band di riferimento sono sicuramente Derozer e Pornoriviste di cui loro tra qualche anno potrebbero essere degni successori. Le canzoni sono strutturate bene e anche i testi non sono male anche se a volte le rime sono forzate e scontate. In fondo è il primo album e per cui non mi preoccupo, devono ancora farsi le ossa e tempo per migliore ne hanno. Una buona band consigliata agli amanti del Hc melodico made in Italy.Non aspettatevi nulla di nuovo
quando sentirete il primo album dei Rancore, band romana, esistente dal 2002,
prodotta dalla Raged Records.
Il loro genere musicale è un tirato hardcore melodico, caratterizzato
da ritmi veloci, violenti e da un cantato piuttosto potente.
Niente di originale nemmeno per quanto concerne la parte testuale che fa emergere
un forte sentimento di astio nei confronti dell'America e dei paesi capitalisti
in generale che sfruttano quelli più poveri.
Ok, nulla di nuovo quindi, ma seppur il quartetto capitolino non ci fa ascoltare
nulla che brilli per particolare originalità, c'è da sottolineare
la sua grande capacità di saper fare buona musica in maniera semplice,
senza cercare mezzi di abbellimento o particolari virtuosismi.
Un'altro merito della giovane band è quello di saper donare una forte
carica con i loro quindici pezzi (+ una ghost track in cui una donzella recita
versi di Wu Ming) proposti in questo interessante lavoro, registrato magistralmente
all' Outer Sound Studio.
Da sottolinere per bellezza interpretativa è il brano Ser Zapatistas,
dotato di sonorità skankeggianti, che ricorda molto dal punto di vista
strumentale i Punkreas.
L'intento, prefissato dal gruppo, di fare un progetto nuovo volto a esplorare
le sonorità punk e hardcore è qui quasi riuscito. I presupposti
per fare qualcosa di veramente valido ci sono, basta solo che i ragazzi li
sappiano cogliere meglio e proporli nel loro secondo lavoro.
Come primo lavoro Rifiuto risulta piuttosto interessante. Vale assolutamente
la pena ascoltarlo con attenzione.
Voto: 7 e mezzo
Rancore - Rifiuto
(autoproduzione/Raged Records, 2005)
E' un buon lavoro quello dei Rancore, quartetto romano attivo
dal 2002. Il CD contiene 15 canzoni (più una traccia nascosta) per
soli 29 minuti totali di serrato hardcore melodico. Peccato però che
sulla copertina del disco al posto della scritta "Rancore" ci potrebbe
essere benissimo scritto "Punkreas".
Infatti "Rifiuto" sembra più che altro un CD di cover dei
Punkreas suonate al doppio della velocità. Non solo dal punto di vista
melodico ci sono somiglianze ("434-76", la traccia numero 4, può
sembrare una canzone derivata dal quintetto brianzolo), ma anche da quello
tematico. Infatti tutte e 15 le tracce hanno testi palesemente anti-americani
(anche se per fortuna non ci sono riferimenti a Bush e compagnia bella) e,
si potrebbe dire, "colorati di rosso". Le tematiche chiamate in
causa sono sicuramente scottanti (il consumismo, lo sfruttamento dei lavoratori,
i crimini contro gli animali), ma per trattarle bisogna avere anche una certa
coerenza ed integrità (perché se anche i Rancore fanno la fine
dei Punkreas, che vanno a fare pubblicità al loro CD su All Music,
la coerenza va a quel paese) e solo il futuro potrà dire se questi
punkers romani ce l'avranno o no.
Passando ai brani, la trilogia di "Pelle" (ovvero 3 canzoni tutte
dallo stesso titolo che durano in media 20 secondi) è sicuramente carica
di melodia e potenza ed è veramente orecchiabile, assolutamente ottima.
"Attento G'aribardi" e "Ser Zapatistas…" sono però
probabilmente le migliori tracce del lavoro. I termini per descriverle sono
sempre gli stessi: melodia, potenza, velocità, potere di coinvolgimento.
Quindi vale sicuramente la pena di ascoltarle perché solo così
si può toccare con mano (e orecchio) l'alta qualità di questi
assalti punk. L'episodio in assoluto peggiore è invece "Il Migliore
Dei Mondi Possibili?", una canzonetta sicuramente rubata al repertorio
dei Linea 77… Difficile a volte capire certe soluzioni…
Comunque bisogna dare fiducia a questo gruppo (solo al suo primo lavoro),
sperando che maturi nel suono e che si mantenga fedele alle buone idee cantate
in questo album.
a cura di Carlo Alberto
La leggerezza pesante della scelta, della voglia
di rifiuto, dell'inconsistenza classica delle cose, la leggerezza pressante
e pressata delle debolezze della gente, delle fomentazioni dei privilegi scomparsi
e indecisi, la leggerezza delle azioni ricorrenti, delle grida sottocutanee,
dell'esigenze di un approvazione destabilizzante, ai limiti espressivi della
reattività saccente, vittima in profonda profondità di gravitazioni
pensierose, unicamente incentrate verso atteggiamenti fuori da ogni logica
e da ogni privilegio. Cattiveria e rabbia interiore, miserazioni di un collettivo
pronto a tutto, pronto nell'ascesa fertile di un assioma pericolosamente pericoloso,
fatto di reazionismo asimmetrico, e pluralità ancora da abbellire.
Ritrovamenti di un pensiero ormai svanito, di un atteggiamento lungamente
ricercato ma perso nei meandri di una malattia chiamata business, di un infiltrazione
chiamata in profondità speculazione assoluta. Diversi per motivi differentemente
involuti, diversi dalla massa globalizzata in eterna scelta, diverse grazie
anche alle loro scelte pungenti, al loro sarcasmo poco arrendevole e molto
sincero, diverso per modo di fare, di dire, di essere, di rappresentare un
movimento, diverso in tutta la loro grinta superiore, in tutta la loro evangelizzazione
laica. Impegno politico e molte battaglie da conquistare, questi sono i Rancore,
neo formazione di Roma, che si affaccia al mondo disperso del punk italiano
con un disco che griderà allo scandalo più smodato, alle incursioni
fallocentriche meno redditizie. Militanti fino al midollo, stagionati in maniera
del tutto netta, figli di una sensazionale sensazione da sturbo, lusinghieri
facchini di un porta messaggi inedito, di una delegittimazione ereditiera.
Estremisti di genere libertino, estremisti di una scelta fatta e dovuta, estremisti
incompresi di una legislazione da riscrivere, da iniettare, da detergere in
altra maniera, in altra dispersione. Punk e hardcore da brividi sottocutanei,
punk e hardcore unicamente essenziali, innalzati da testi specifici, che riemergono
da un complesso filo sensoriale, che li riporta su vecchi, ma quanto mai attuali,
concetti destinatari, folli, veritieri, magicamente inerti. Attitudine combat
che rinnega un passato ormai presente, attitudine qualitativa al di sopra
di ogni sospetto, mai banale nei confronti di se stesso e delle proprie perplessità
musicali. Un credo da mantenere intatto, un misticismo da relazionare all'ignoto,
un lavoro possibilmente sincero, con qualche sprazzo inusuale di originalità
enigmatica.
Voto:7
Luglio/Agosto 2005
a cura di Eugenio Nesci
La conferma dell'impegno (musicale e politico) dell'etichetta romana Raged Records arriva, dopo il disco dei Prisoners, da questo primo disco dei Rancore, "Rifiuto". Il gruppo e la sua dedizione al punk sta a confermare la rinascita della scena underground e militante della capitale.
Da quanto s'è potuto apprendere i Rancore suonano un punk militante, sovversivo (all'interno del cd troviamo anche un'immagine di Franco Segantini), dai testi impegnati i cui contenuti dovrebbero farci riflettere un po' tutti quanti...canzoni come "Attento G'aribardi" e "Odio" possono essere considerati dei veri e propri inni: alla loro base c'è un acceso anti-americanismo, una critica severa al liberismo, alle istituzioni economiche che producono solo povertà, alla guerra delle grandi potenze mondiali, un odio per la società e una voglia di ribaltare e di cambiare radicalmente tutto lo stato attuale delle cose, magari ispirandoci al grande ribelle Emiliano Zapata (a lui e alla sua memoria è dedicata "Ser Zapatistas"!).
Dal punto di vista stilistico i Rancore fanno spesso ricorso, riuscendoci bene, alla doppia voce e ai frequenti cori; il disco è buono ed il gruppo dimostra notevoli qualità tecniche ma a mio avviso devono acquistare ancora quel po' di esperienza di cui necessitano.
Nel complesso il giudizio è più che positivo!
Riccardo Verrocchi
Rockerilla
numero 297 maggio 2005
Rabbia, sudore ed impegno politico:caratteristiche certo non nuove nel rock ma interpretate magnificamente dai romani Rancore, accasati alla giovane Raged Records. Punk hardcore melodico e quadrato, da pogo furioso che a tratti profuma dei mai dimenticati CCCP ("Omnia sunt communia", "Fondamentalmente") e sfoggia ottimi cori melodici uniti a chitarre a la Wipers("Attento G'Aribardi"). I testi tipici da gruppo militante di centri sociali si abbinano bene alla ritmica, sono di forte presa e meno scontati di quelli degli Ska-P. Bella sorpresa e acquisto imperdibile, credetemi per chi ama le sonorità e l'impegno che si ritrovano da sempre nel verbo "Core". votazione:RRRRR
Antonio Bergero
Quando un disco ti colpisce
al primo ascolto..un brano introduttivo di soli 13 secondi fa subito capire
di che pasta sono fatti i Rancora che nelle mezz'ora successiva impressionano
con il loro punk rock stradaiolo e coinvolgente. Andando oltre i soliti clichè
riescono a trovare soluzioni alternative ad un genere di per sè poco
incline a variazioni sul tema dimostrando di avere idee e di saperle tradurre
in musica; i ritmi sono veloci e trascinanti ed il cantato in italiano è
quanto mai energico e potente. Sparano un brano dopo l'altro senza un attimo
di tregua riuscendo davvero a darti la carica, non sarà un capolavoro
ma ci son tutte le caratteristiche che ci si aspetta da un buon disco punk
rock. Da segnalare la trilogia Pelle, tre brani rispettivamente di 12, 14
e 52 secondi che affrontano il tema delle pelliccie. Dopo quindici brani tiratissimi
si chiude in sordina con un pezzo quasi interamente strumentale su cui una
ragazza recita un testo di Wu Ming.
I Rancore sono l’ultima
acquisizione della famiglia, in crescita e promettente, dell’etichetta
romana Raged Records. Come per i loro compagni di label, due caratteristiche
saltano subito agli occhi: interpretano in modo efficace un genere che negli
ultimi anni appare un po’ stanco, e scrivono testi pieni di passione.
“Rifiuto” ha 15 tracce di hardcore melodico, per un totale di
ventinove minuti: i brani sono tutti concisi, veloci, vanno al punto, non
annoiano. Il sound è molto lontano dalle recenti evoluzioni del genere:
non suona emo, non suona screamo, fa pensare alle band più dure della
scena svedese portata alla luce dalla Burning Heart. I cori di “Teleindipendenti”
ricordano da vicino gli sforzi migliori dei Randy, l’intro di “Il
Folle” riporta ai primi No Fun at All, senza la deriva pop.
Ma i Rancore sono anche, visibilmente, un pezzo vivo della scena italiana.
Da una parte, canzoni come “434-76” fanno riferimento a vicende
politiche nostrane. Dall’altra, “Ser Zapatistas” e “Ninos”
raccolgono l’eredità di quell’attenzione al mondo là
fuori che a Roma già conosciamo bene, abituati all’internazionalismo
dei gruppi storici della Gridalo Forte.
C’è qualcosa che non va in questo disco? Dipende. Qualcuno ha
detto che non è originale, che ripropone cliché di genere. A
questo, personalmente, rispondo che quando ascolto un disco di hardcore melodico
voglio ascoltare hardcore melodico, e mi importa che sia fatto bene, non che
sia “una cosa diversa”. I Rancore incanalano ottimamente gli stimoli
storici dell’hardcore: hanno il potenziale esplosivo, suonano una musica
semplice da seguire e in grado di dare la carica, si sente forte il desiderio
di gridare la rabbia contro alcune forme sociali e contro alcune ingiustizie.
Per me hanno fatto quello che dovevano. Alle volte sono un po’ ingenui,
alle volte fanno sorridere per la divisione in bianco e nero tra buoni/vittime
e cattivi/oppressori che pervade i loro testi così come quelli di tanti
gruppi che suonano questa musica. Ma forse fanno questo effetto a me che giro
nella scena punk da 12 anni e ho visto un po’ di tutto; per tanti degli
ascoltatori più giovani mi aspetto che siano una benvenuta fonte di
ispirazione e riflessione.
Voto: 8
A cura di Claudia
"I Rancore nascono nell'inverno
2002 dall'incontro di quattro ragazzi provenienti dal litorale romano che
dopo aver militato in varie formazioni locali,decidono di unirsi e far nascere
un progetto nuovo volto ad esplorare le sonorità punk e hardcore".
Uscito sotto Raged Records,label romana nata da poco e in fase di crescita,"Rifiuto"
è composto da 16 traccie (una è la ghost track) cantate in italiano
dove i Rancore esprimono senza mezzi termini il loro modo di pensare e vedere
le cose,testi che colpiscono subito il bersaglio senza girarci intorno,che
trattano di tematiche sociali e politiche caratterizzano questo lavoro.
Quello che ci viene proposto a livello di sound è un hardcore melodico
sapientemente suonato;abbastanza tirato, pieno di discese di batteria,cori
sempre azzeccati con la seconda voce che spesso accompagna molto bene la prima
e chitarre belle potenti.
Ma non si cade quasi mai nel monotono,i pezzi variano abbastanza bene ed è
possibile trovare una song come la numero 9 "Ser zapatistas" che
ha toni skancheggianti (dove io personalmente sento un po di influenza dei
vecchi Punkreas,quelli di Acà toro,tanto per intenderci) o la ghost
track,pezzo lento dove solo verso la fine la chitarra fa sentire la sua presenza!
Registrato presso L'Outer Sound Studio,"Rifuto" dal punto di vista
del suono non presenta pecche,nulla da invidiare alle grosse case discografiche
d'oltreoceano.
Concluderei con una breve riflessione:i Rancore non propongono nulla di nuovo
con questo lavoro,trattandosi di classici pezzi tirati che entrano pienamente
nei canoni dello stile hardcore melodico, ma questo non deve a mio portare
a un giudizio negativo sul cd..l'importante è che oltre ad essere ben
suonato,i pezzi riescano a trasmettere qualcosa all'ascoltatore,e questi ragazzi
romani secondo me ci riescono anche abbastanza bene!
Rifiuto
Autoprodotto - 2004
Si può tranquillamente dire che i Rancore superano la prova del primo disco nel modo più classico. Rifiuto riflette l’immagine di una band promettente in grado di dare il meglio di sé quando si stacca dai cliché tipici della tradizione punk-rock e la musica diventa contributo artistico genuinamente originale. In questo momento, come avviene solitamente al primo disco, le influenze di altri artisti sono estremamente evidenti e rintracciabili. I Rancore per la maggior parte del disco sembrano i Punkreas, band che aprì la strada ad un tipo di musica che all’epoca rappresentava davvero qualcosa di nuovo. Purtroppo oggi quella spinta creativa si è persa e sono poche le band in giro in grado di comunicare quel qualcosa in più che non sia già stato suonato e sentito. I Rancore hanno il grande pregio di fare proprio questo ed in questo sono promettenti. “Attennto G’aribaldi” e “Il migliore dei Mondi Possibili” usano due distinte e incalzanti voci che si rimbalzano il microfono accompagnate da una batteria serratissima e una chitarra robusta in un crescendo di ritmo e potenza. Avessero fatto più pezzi con questo uso interessante della linea vocale il disco sarebbe sicuramente risultato più accattivante. Invece per la maggior parte suona molto come già sentito. Pezzi come “Odio” e “Asocial Consumista” o “Ser Zapatista” si limitano a riprodurre schemi classici del hard-core melodico perdendosi nella immane massa di gruppi che fanno la stessa identica cosa. I testi non aiutano, l’oggetto è sempre lo stesso e le accuse rivolte al sistema, già ben conosciute.
Il fatto che buona parte del disco manchi di carattere e originalità non significa comunque che non sia un disco ben fatto e godibile. Buona la qualità di registrazione, ottima la scelta di dividere “Pelle” in tre distinti momenti, un plauso particolare alla voce del cantante, adattissima per il genere e al resto della band che dimostra di essere pronta per fare quel salto in più. Il risultato sono 15 pezzi (+1) che scorrono senza intoppi e ci si ritrova a battere il piedino senza neanche accorgersene, soprattutto quando si arriva ad “Attennto G’aribaldi”, traccia che più ascolto più trovo azzeccata e coinvolgente.
Aspettando il prossimo lavoro il mio consiglio è di dare fiducia ai Rancore e, se vi capitasse per le mani, portarvi a casa il disco (pagandolo naturalmente).
Gianrico Cuppari
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